Mary: The Image of Christ without Stain

L’otto Settembre dell’anno mille seicento tredici, nel convento Regina Apostolorum a Siviglia, si è svolta una scena molto difficile immaginare oggi, quando il priore Domenicano ha rifiutato di pronunciare l’incipit tradizionale delle prediche spagnole, ”Ave Maria Purìsima, sin pecado concebida.” Il suo rifiuto ha così arrabbiato alla gente Sivigliana, da secoli appassionati per la dogma dell’Immacolata Concezione, così che molti facevano voti di difendere la dogma anche con le loro vite, che uscirono infuriati, e cominciarono di cantare inni alla lode della Gran Madre di Dio nella Sua Immacolata Concezione. Per molti anno dopo si svolsero processioni dal convento francescano di San Diego de Alcalà in riparazione per tutti i sacrilegi commessi contra questa dogma di altissima importanza. Ancor’oggi in molti delle confraternità per i quali la città è famosa, si fa questo voto di fedeltà all’Immacolata Concezione e oggi tutte le prediche (forse anche nei conventi Domenicani!) iniziano con queste parole, ”Ave Marìa Purìsima, sin pecado concebida.”

Così importante carissime suore, come sapete molto bene, è l’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. E mentre potrebbe sembrare strano al mondo questo voto che anch’oggi fanno in queste confraternità nella Spagna di difendere la dogma dell’Immacolata Concezione, sapiamo bene che questa dogma ha più bisogno che mai della nostra difesa. Così dice papa Benedetto XVI nella sua prima omelia come Papa della festa odierna: ”Proprio nella festa dell’Immacolata Concezione emerge in noi il sospetto che una persona che non pecchi affatto sia in fondo noiosa; che manchi qualcosa nella sua vita: la dimensione drammatica dell’essere autonomi; che faccia parte del vero essere uomini la libertà del dire di no, lo scendere giù nelle tenebre del peccato e del voler fare da sé; che solo allora si possa sfruttare fino in fondo tutta la vastità e la profondità del nostro essere uomini, dell’essere veramente noi stessi;” E così vede il mondo.

Ma noi sappiamo bene che la verità è totalmente opposto, che l’Immacolata, molto di più di non essere ridotta nella Sua umanità a causa della Sua concezione immacolata, è molto più umana di noi peccatori nell’essere come Dio ha voluto che tutti noi siamo: puro ed immacolato davanti a Lui. Così dice Papa Benedetto: ”Più l’uomo è vicino a Dio, più vicino è agli uomini. Lo vediamo in Maria. Il fatto che ella sia totalmente presso Dio è la ragione per cui è anche così vicina agli uomini. Per questo può essere la Madre di ogni consolazione e di ogni aiuto, una Madre alla quale in qualsiasi necessità chiunque può osare rivolgersi nella propria debolezza e nel proprio peccato, perché ella ha comprensione per tutto ed è per tutti la forza aperta della bontà creativa. È in lei che Dio imprime la propria immagine, l’immagine di Colui che segue la pecorella smarrita fin nelle montagne e fin tra gli spini e i pruni dei peccati di questo mondo, lasciandosi ferire dalla corona di spine di questi peccati, per prendere la pecorella sulle sue spalle e portarla a casa.” E in quest’anno giubilare della misericordia che comincia oggi vediamo l’immagine della misericordia divina nell’Immacolata. Preghiamo oggi e sempre che Lei ottiene per noi, per mezza della Sua immacolata concezione, la grazia di vivere sempre in questa grazia nella Sua immagine.

Ave Maria purissima!

Rev.do Royce V. Gregerson
Capella di San Pio di Pietralcina, Frattocchie

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