Pronouncing Jesus’s Name as Mary Would

“In nómine Iesu omne genu flectátur, coeléstium, terréstrium et infernórum: et omnis lingua confiteátur, quia Dóminus Iesus Christus in glória est Dei Patris.” Con queste parole dell’antifona d’introito, la Sacra Liturgia introduce la festa odierna del santissimo nome del nostro Salvatore. Queste parole ci indicono la ragione per questa festa e il suo luogo nella prima Domenica dopo l’ottavario di natale. Oggi celebriamo un altro aspetto della stessa realtà che abbiamo celebrato con la festa della Natività del Signore: che Dio si è rivelato al Suo popolo nel Suo Figlio.
Il nome del nostro Signore, come bene sappiamo, vuol dire ‘Dio salva.’ L’arcangelo Gabriele ha dato questo nome al infante all’Annunciazione a Nostra Signora perché il Suo nome è la Sua missione: salvare il Suo popolo. Questo ci ricorda della rivelazione originaria del nome di Dio nel libro dell’esodo, quando Dio Padre ha rivelato il Suo nome a Mosè. Anche lì Dio si è espresso e si è rivelato con il nome di YHWH per significare che sarebbe Lui, chi è sempre esistito e chi sempre esiterà, a salvare il Suo popolo dai loro oppressori. Il nome dato al nostro Signore rivela la stessa realtà e li rivela ad essere Dio Stesso, la seconda persona della Santissima Trinità incarnata, chi salverà un popolo acquisito con il Suo proprio sanguine, prefigurato con la Sua circoncisione, quando ha sparsa il Suo preziosissimo sangue per la prima volta nella stessa occasione nel quale riceve il nome, ‘Dio salva.’
Il popolo ebraico riguardava il santissimo nome di Dio con una reverenza speciale, mai pronunciandolo (con l’eccezione del sommo sacerdote quando entrava nel Santo dei Santi una volta all’anno). Ma che noi possiamo pronunciare il nome di Gesù non indica una mancanza di tale reverenza, bensì che questa reverenza si espressa in un altro modo, dato che Dio si è rivelato con questo nome nella nostra natura. Così il Catechismo della Chiesa Cattolica dice, ‘Il nome di Gesù è al centro della preghiera cristiana. Tutte le orazioni liturgiche terminano con la formula “per Dominum nostrum Jesum Christum… – per il nostro Signore Gesù Cristo…”. L’ “Ave, Maria” culmina in “e benedetto il frutto del tuo seno, Gesù.’ Conoscendo la vostra dedicazione alla preghiera del santo rosario, questa ultima osservazione mi sembra particolarmente opportuna.
Quando pronunciamo il santissimo nome del nostro Signore tante volte nella preghiera quotidiana, doviamo ricordare la grande devozione con la quale il Suo nome è stato pronunciato dai Santi, specialmente la Sua santissima Madre. Ogni volta che preghiamo l’Ave Maria, doviamo provare di pronunciare il Suo santissimo nome con la stessa devozione ed amore con la quale Maria stessa ha richiamato a Lui, conoscendosi di essere la madre del Suo Salvatore.
Oggi chiediamo alla gran madre di Dio di ottenere per noi questa grazia, di pronunciare il Santissimo Nome del suo Figlio con Sua stessa devozione ed amore. Così sia.

Rev.do Royce V. Gregerson
Festa del Santissimo Nome di Gesù, MMXVI
Cappella di S. Pio Pietrelcina, Frattocchie

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